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Farfa, l'abbazia e la riserva naturale

L'abbazia che rende celebre l'area di Farfa ha una storia millenaria e complessa, lungo la quale si sono alternati periodi di grande potenza e prestigio con altri di crisi e decadenza. Il complesso abbaziale conserva tracce delle diverse epoche, dai frammenti di sarcofagi paleocristiani nelle mura della chiesa al grande olio su parete raffigurante il Giudizio Universale del fiammingo Henrik van der Broek (1561). La chiesa, risalente alla seconda metà del Quattrocento, presenta tre navate divise da eleganti colonne ioniche; le pareti sono affrescate con lavori del XVI e XVII secolo e nell'abside si trova un bel coro ligneo del primo Seicento. Nel chiostro grande è allestita la biblioteca, dotata di oltre 35.000 volumi, che raccoglie alcuni pregevoli codici e che fu una delle più ricche biblioteche d'Europa (fine XI secolo). Non lontano dall'abbazia, nella media valle del Tevere, i comuni di Nazzano e Torrita Tiberina hanno promosso la creazione di un'interessante riserva naturale denominata Tevere Farfa, che rappresenta una delle 'zone umide di interesse internazionale'. Sono molti i percorsi di visita possibili all'interno della riserva: lungo la riva del fiume si alternano acquitrini, canneti, giunchi e piccoli boschetti di salici; più all'interno l'ambiente è caratterizzato da roveri, lecci, frassini. Molto notevole e differenziata è la fauna acquatica: aironi cenerini, garzette, folaghe, gallinelle d'acqua. Tra i rapaci oltre alle poiane e ai nibbi si trovano falchi di palude. Nell'interno vivono inoltre la donnola, la faina, il tasso, la volpe. Per raggiungere l'abbazia si percorre la statale 4; dopo 25 km circa, si trova la deviazione per Fara in Sabina; giunti a Fara ci sono le indicazioni per la vicina abbazia.