La civiltà etrusca è ancora oggi avvolta nel mistero. I fasti e i trionfi romani, che a quella civiltà misero fine, non sono riusciti a cancellarne la suggestione e il fascino. Veio, la città-stato etrusca più prossima a Roma, cadde nel IV secolo a.C, dopo 10 anni di assedio. Si arresero poi via via Cerveteri, Sutri e Nepi. Tarquinia, una città simbolo dell'Etruria, continuò a lottare durante tutto il IV secolo a.C. ma dovette capitolare nel 281. Del vasto territorio che fu degli etruschi una piccola parte si trova nel Lazio: la zona più meridionale della Maremma. Qui si conservano ricche testimonianze del loro passato. A svelarle sono state soprattutto le necropoli: per gli etruschi la tomba era la casa immortale che riproduceva nella roccia l'abitazione terrena, con i suoi gioielli, le ceramiche, i bronzi, le suppellettili.
A Tarquinia si possono visitare i ruderi sul pianoro calcareo della Civita (150 ettari): uno dei monumenti più importanti è il tempio dell'Ara della Regina, il più grande dell'Etruria, da dove provengono i famosi cavalli alati in terracotta (III secolo a.C.) custoditi nel museo della città. Altri reperti del museo provengono dalle tombe scavate nella collina di Monterozzi. A Norchia vi è la più grande e spettacolare necropoli rupestre dell'Etruria, nelle necropoli di Tuscania sono state ritrovate altre importanti testimonianze. Anche a Ischia di Castro, Blera, Vetralla, Bolsena si trovano resti che raccontano la storia di questo popolo.
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