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Ponza e le altre isole

L'Arcipelago Ponziano è formato da due gruppi di isole di origine vulcanica. In provincia di Latina, è una delle mete estive più gettonate. L'arcipelago fu abitato fin dal Neolitico e, dall'inizio del IV secolo a.C., dai romani. Nel sesto secolo, fu occupato dai bizantini e nell'831 dai saraceni. Nel X secolo fu ceduto ai benedettini dai signori di Gaeta per l'edificazione di conventi. Le isole furono devastate dal pirata Barbarossa nel 1533 e rimasero disabitate. La popolazione tornò solo a metà del Settecento. Nell'Ottocento, furono istituite le carceri a Ventotene e a Santo Stefano. 

Ponza è l'isola principale dell'arcipelago e si apre, sulla costa orientale, intorno al porto peschereccio. Alle sue spalle: un'alta gradinata di case e locali turistici, preceduti dal punto d'incontro per eccellenza, la piazzetta. La spiaggia più famosa è Chiaia di Luna, immersa nel tufo. 

La seconda isola, per grandezza, è Ventotene. In epoca romana fu probabilmente sede di un'unica villa imperiale, i cui resti sono visibili a punta Eolo. Sembra che il suo nome derivi dal fatto che è battuta da numerosi venti. Oggi è in parte riserva naturale: le sue risorse principali sono il turismo, la pesca e la coltura della vite. 

Palmarola è invece la meta prediletta dai subacquei per i ricchi fondali intorno al faraglioni del Mezzogiorno. 

L'unica vera riserva naturale dell'arcipelago è però l'isola di Zannone, inclusa dal 1981 nell'area del parco nazionale del Circeo. Dopo la decimazione della ricca avifauna per mano dei cacciatori, vi è stato introdotto, tra le altre specie, anche il muflone. 

L'isola di Santo Stefano è la più piccola ed è quasi priva di vegetazione. Il carcere costruito alla fine del Settecento dal re di Napoli Ferdinando IV, fu chiuso nel 1965, ma la sua struttura è rimasta intatta. 

Le isole si raggiungono con linee regolari di traghetti, che collegano il porto di Ponza con Terracina, Formia, Anzio, San Felice Circeo, Napoli e Civitavecchia.